politica

Chiesa, fascismo, Azione cattolica

L'uscita del libro di mons. Pietro Pennacchini La Santa Sede e il fascismo in conflitto per l'Azione cattolica (LEV, Città del Vaticano 2012) ci offre lo spunto, più che per una recensione, per una riflessione sul tema, delicato, sempre attuale, a noi caro oggi in particolare, del rapporto tra Azione cattolica e potere politico e soprattutto sulla responsabilità dei laici cristiani nella società in cui vivono.

I cattolici e il paese. Intervista a Luigi Alici.

Nell’introduzione al Suo ultimo libro I cattolici e il paese (La Scuola, Brescia 2013) Lei cita l’affermazione di Dario Antiseri: «La diaspora politica dei cattolici, seguita vent’anni fa al collasso della Dc, li ha resi presenti ovunque e inefficaci dappertutto». Le cose stanno davvero così? Davvero, sulla scena politica, coloro che si definiscono cattolici non sono capaci di incidere? I valori evangelici possono essere messi in atto?

La responsabilità dell'intellettuale cattolico.

Giorgio Campanini, già professore di Storia delle dottrine politiche (Università di Parma), di Etica sociale (Università di Lugano) e di Teologia del laicato (Pontificia Università Lateranense), si è occupato a lungo del pensiero di Mounier, a partire dalla pubblicazione La rivoluzione cristiana. Il pensiero politico di E. Mounier, (Morcelliana) e in seguito con una serie di studi, incentrati soprattutto sulla proposta politica del personalismo. Fondamentale il contributo del volume Testimoni nel mondo. Per una spiritualità della politica (Ed.

COSI' IN TERRA! Prendersi cura della politica da credenti.

L’attenzione ordinaria dell’Azione cattolica al bene comune e alla formazione socio-politica ha bisogno anche di strumenti, di prassi, di luoghi che la affianchino per rinnovare la consapevolezza, per allargare la proposta formativa anche ad altri destinatari e ad altri soggetti con cui condividerla, per rispondere alle esigenze del tempo in cui si vive servendo in questo modo la comunità cristiana e civile. Avere a cuore la politica, e chi decide di impegnarsi, è un invito che occorre rinnovare, affinché l’Azione cattolica possa conti

Verso le elezioni

Riproponiamo un documento redatto dai membri del Laboratorio Bachelet dell'Azione cattolica di Reggio Calabria. Si tratta di un testo scritto in occasione delle elezioni Europee del 2006.

"Abbiamo a cuore il futuro dell'Italia"

A poco più di un mese dalle elezioni per rinnovare il Parlamento del 24 e 25 febbraio 2013, il consiglio nazionale di Azione cattolica si pronuncia sullo stato del Paese.

Le elezioni che si prospettano, alla chiusura si una campagna elettorale che pure si è giocata più sui toni della polemica e su promesse all'apparenza per lo più irrealizzabili piuttosto che sui contenuti, rappresentano un passaggio chiave per il futuro del Paese.

"I cittadini siano arbitri e protagonisti della democrazia"

Il 25 aprile 2012, la presidenza nazionale torna a pronunciarsi sulla situazione politico-istituzionale del Paese, dopo aver invocato un nuovo patto educativo da cui far riprtire l'Italia il 4 ottobre 2011.

Un nuovo patto educativo per rilanciare il Paese

Il percorso di avvicinamento all'appuntamento elettorale dei prossimi 24 e 25 febbraio è partito da lontano per l'Azione cattolica. 

La presidenza nazionale ha dato voce per la prima volta  a tutta l'associazione sui temi del bene comune e sulla situazione politica e sociale del Paese il 4 ottobre del 2011, in occasione della celebrazione di san Francesco, patrono d'Italia.

L'uomo è animale politico

E' l'ultima intervista del presidente emerito della Repubblica italiana ed è stata rilasciata ai giovani di Ac. Il testamento spirituale di un uomo che ha scoperto in Azione cattolica il valoire della libertà e il fatto che nella vota si lotta prima per la libetrà dell'altro, poi anche per la propria.

"Il Paese si riconcili con la sua radice cattolica"

Il prof. Mauro Magatti, sociologo dell'Università cattolica del Sacro cuore di Milano, a margine di un confronto con il consiglio nazionale, lo scorso 19 gennaio, dà la sua lettura dello stato del Paese.

Secondo la sua tesi il modello italiano, che va valorizzato senza pretendere di imitare modelli altrui, è cattolico di per sé secondo l'etimologia del termine. Finché l'Italia non si sarà riconciliata con la sua radice cattolica rimarrà nell'impasse.