Responsabilità

L'uomo è animale politico

E' l'ultima intervista del presidente emerito della Repubblica italiana ed è stata rilasciata ai giovani di Ac. Il testamento spirituale di un uomo che ha scoperto in Azione cattolica il valoire della libertà e il fatto che nella vota si lotta prima per la libetrà dell'altro, poi anche per la propria.

"Il Paese si riconcili con la sua radice cattolica"

Il prof. Mauro Magatti, sociologo dell'Università cattolica del Sacro cuore di Milano, a margine di un confronto con il consiglio nazionale, lo scorso 19 gennaio, dà la sua lettura dello stato del Paese.

Secondo la sua tesi il modello italiano, che va valorizzato senza pretendere di imitare modelli altrui, è cattolico di per sé secondo l'etimologia del termine. Finché l'Italia non si sarà riconciliata con la sua radice cattolica rimarrà nell'impasse.   

Ti credo...ci credo! Testimone, catechista, educatore.

Due giorni di studio, confronto, dialogo e fraternità. L'Azione Cattolica dei Ragazzi ha incontrato a Padova, lo scorso week-end, 9 e10 Febbraio, oltre 200 educatori e responsabili diocesani per riflettere su un tema che sta a cuore da sempre all'Azione Cattolica: l'educatore e il suo essere catechista e testimone. Molti relatori hanno condiviso un pezzo di cammino con i numerosi partecipanti. In questo spazio proponiamo i materiali utili per continuare ed alimentare lo studio e il confronto, su questo tema in continua "tensione evolutiva".

La scuola del futuro? Tornare ai fini e ai contenuti

Il prof. Giuseppe Savagnone, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della cultura di Palermo, è intervenuto al primo convegno nazionale degli insegnanti di Ac, un appuntamento chiave in questo decennio dell'educazione voluto dalla Chiesa italiana, che si è tenuto a Roma lo scorso ottobre. La sua, come al solito, è un'analisi lucidissima e traccia il cammino per un futuro migliore per la scuola italiana

Confrontarsi per vedere meglio

A tutti i livelli associativi: parrocchiale, diocesano e nazionale è indispensabile valorizzare i luoghi del discernimento comunitario - assemblea, consiglio, presidenza - che non possono diventare solo spazi organizzativi. 

In questo tempo che l'associazione dedica alle Assemblee, ai Consigli e agli incontri pubblici Regionali proponiamo un interessante articolo che aiuta ed invita a riflettere sulla bellezza dell'esperienza di discernimento in associazione...per vedere meglio!

La Chiesa di fronte al fenomeno migratorio

Le parole di Benedetto XVI, i riferimenti a don Sturzo, l'icona biblica di Gesù al Pozzo di Sicar e ancora il documento sui cristiani nel Medioriente. Sono molti gli spunti di riflessione indicati da mons. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo durante il suo intervento al convegno organizzato a Roma dall'istituto Toniolo il 1° dicembre scorso dal titolo: "L'immigrazione come grande questione nazionale".

Laici di Ac: corresponsabilità sociale ed ecclesiale

La presentazione di Sandro Calvani, Direttore dell’ASEAN Regional Centre of Excellence on Millennium Development Goals dell’Asian Institute of Technology di Bangkok (Thailandia) riguarda il tema delle “Strade di corresponsabilità per i laici tra soggetti locali e globali”.

Responsabili che hanno a cuore tutta la vita associativa

Le parole del Progetto Formativo dell’Ac spiegano da sole la necessità di curare e formare alla responsabilità, per far sì che ogni aderente possa vivere l’esperienza di un’associazione bella e vera. Una bella esperienza di Ac è il primo passo concreto per promuovere e diffondere la nostra associazione.

Aderire all'AC, scelta che nasce nel cuore

«Aderire all’AC non è prendere la tessera dell’Automobil Club, che pure può essere una bella cosa per farsi soccorrere quando sei in panne con la tua automobile. È molto meglio che facebook o Badoo: non ti accontenti di rapporti virtuali, ma con i tuoi amici vivi, preghi, gioisci, lavori, scrivi un mondo di relazioni vere, belle e importanti». Mons. Domenico Sigalini associa al verbo aderire all’AC alcuni spunti interessanti per riflettere personalmente ed in gruppo.

La bussola di navigazione

Un triennio ha molte caratteristiche diverse tra loro.
Anzitutto vola via. Tre anni, ricchi di soddisfazioni eppur con qualche fatica, passano in men che non si dica, e a fronte di tanti progetti realizzati molti rimangono sulla carta. Ci sono però delle priorità, delle scelte che responsabili ed educatori sono chiamati a fare per mantenere la rotta e constrire un progetto educativo condiviso e di qualità.