Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

Nella settimana di preghiera per l'unità dei cristiani possiamo portare la testimonianza della Beata Gabriella Sagheddu, giovane di AC che ha offerto la sua vità per l'unità.

Dall'Omelia di Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983, in occasione della conclusione della settimana di preghiera per l'unità dei cristiani e della beatificazione di Suor Maria Gabriella Sagheddu:

"[...] In questa atmosfera di carità ecumenica trova perfetta collocazione la breve ma così ricca storia della Beata Maria Gabriella dell’Unità, che intenzionalmente ho voluto elevare agli onori degli altari in questa data e in questo tempio. La sua vicenda, attraverso la vocazione trappista prima, e attraverso l’offerta della vita per l’unità dei cristiani poi, è tutta scandita su questi tre medesimi valori essenziali: conversione, immolazione per i fratelli, preghiera.

Né poteva essere altrimenti. Ce lo conferma il Concilio Ecumenico Vaticano II, che proprio in questa Basilica e in questa stessa data venne annunziato dal mio venerato predecessore Giovanni XXIII. Esso infatti, in tema di ecumenismo, si esprime in questi precisi termini: “Ecumenismo vero non c’è senza interiore conversione; poiché il desiderio dell’unità nasce e matura dal rinnovamento dello spirito, dalla abnegazione di se stessi e dal pieno esercizio della carità. Perciò dobbiamo implorare dallo Spirito divino la grazia di una sincera abnegazione, dell’umiltà e mansuetudine nel servire e della fraterna generosità di animo verso gli altri . . . Questa conversione del cuore e questa santità di vita, insieme con le preghiere private e pubbliche per l’unità dei cristiani, si devono ritenere come l’anima di tutto il movimento ecumenico, e si possono giustamente chiamare ecumenismo spirituale” (Unitatis Redintegratio, II, 7.8).

Del resto tutto il capitolo 17 di san Giovanni - quel capitolo le cui pagine sono state trovate ingiallite dalla quotidiana usura nel piccolo vangelo personale di suor Maria Gabriella - cos’altro è se non la preghiera erompente dal Cuore sacerdotale di Cristo, il quale, nella prospettiva incombente della Croce, implora per quanti crederanno in lui la conversione del cuore?

Mi è caro rilevare, e additare in modo particolare ai giovani, così appassionati di agonismo e di sport, che la giovane suora trappista, alla quale oggi tributiamo per la prima volta il titolo di Beata, seppe far proprie le esortazioni dell’apostolo ai fedeli di Corinto (1 Cor 9, 24) a “correre nello stadio per conquistare il premio”, riuscendo nel giro di pochi anni a collezionare - nello stadio della santità - una serie di primati da fare invidia ai più qualificati campioni. Essa è infatti storicamente la prima Beata che esce dalle file della Gioventù femminile di Azione cattolica; la prima fra le giovani e i giovani della Sardegna; la prima tra le monache e i monaci trappisti; la prima tra gli operatori a servizio dell’unità. Quattro primati mietuti nella palestra di quella “scuola del servizio divino” proposta dal Grande Patriarca san Benedetto, che evidentemente è valida ancor oggi dopo 15 secoli, se è stata capace di suscitare tali esempi di virtù in chi ha saputo accoglierla e metterla in pratica “con intelletto d’amore”.

Leggi tutto il testo su vatican.va: http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1983/documents/hf_jp-ii_hom_19830125_beatificazione-sagheddu_it.html

Materiali sulla settimana di preghiera per l'unità dei cristiani 2013 e su Beata Gabriella dell'Unità sul sito del FIAC: http://www.fiacifca.org/it/attivita/segretariato/spotlight/Chiesa-cammino/settimanapreghiera2013

 

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